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Mercatino Conca: emergenza neve, carabiniere nega l'aiuto ad un portatore di handicap

Condivido la lettera che ho inviato per conto di mio suocero, portatore di handicap e da oltre una settimana impossibilitato ad uscire di casa (anche per fare la spesa). Alla sua richiesta d'aiuto un carabiniere di Mercatino Conca ha risposto che altre erano le emergenze di cui doveva occuparsi...



Lettera ai carabinieri di Mercatino Conca





Gentile Comandante,





scrivo in seguito al verificarsi di un episodio spiacevole che ha coinvolto uno dei suoi uomini e i miei suoceri, ora domiciliati presso il mio appartamento di Mercatino Conca sito in via Garibaldi, 5. Non mi dilungo sulle condizioni meteorologiche di questa e dell’altra settimana che hanno reso impraticabili le strade che conducono alla suddetta abitazione.





Lei è sicuramente a parte dei disagi in cui versa la cittadinanza, ciò che invece probabilmente non sa è la condotta della persona che la mattina di venerdì 5 febbraio si è presentata a casa dei miei suoceri dopo che gli stessi avevano chiamato prima in Comune e poi la locale stazione dei carabinieri. A seguito delle forti nevicate infatti i miei suoceri si erano trovati impossibilitati a scendere in paese per fare la spesa ed essendo sprovvisti praticamente di tutto hanno chiamato in Comune per sapere se avrebbero mandato qualcuno a pulire le strade.





I miei suoceri, pur non essendo molto anziani, hanno difficoltà a muoversi. In particolare mio suocero è portatore di handicap, non riesce infatti a camminare per più di qualche metro. A fronte di tali difficoltà un dipendente del Comune aveva cercato inutilmente di raggiungere l’abitazione, consigliando successivamente di chiamare i carabinieri. A quel punto un vostro uomo si è presentato a casa dei miei suoceri facendo loro notare che la chiamata era inopportuna visto che i carabinieri erano impegnati a risolvere emergenze ben più gravi.





Inutili le spiegazioni dei miei suoceri che allibiti ascoltavano l’uomo che li invitava a scendere in paese a piedi perché per nessun motivo lui li avrebbe accompagnati. Chiedo a lei di giudicare l’intera faccenda invitandola ad una particolare riflessione: il carabiniere che si è recato nell’abitazione dei miei suoceri senza peraltro portare alcun soccorso, non ha forse perso tempo prezioso? Non sarebbe stato meglio rispondere alla telefonata dicendo che nulla poteva essere fatto? Al contrario, una volta giunto nell’abitazione, non avrebbe potuto portare a termine la missione? E’ evidente infatti che si sarebbe trattato di rimediare a un torto non dei miei suoceri ma piuttosto del Comune dove di anno in anno i problemi restano irrisolti e ci si dimostra sempre meno all’altezza di garantire la sicurezza provvedendo a pulire le strade e permettendo alle persone di muoversi e approvvigionarsi.





Il suo uomo ha dimostrato che è meglio adire alle vie legali piuttosto che chiedere aiuto e venirsi incontro. Già una volta mio suocero ha provveduto a denunciare il Comune per lo stato in cui versava la strada. Ora la denuncia è stata ritirata ma le cose non sono migliorate. Tenga infine presente che i miei suoceri sono ancora impossibilitati ad uscire di casa per fare la spesa. Consideri inoltre lo stato del sig. Maurizio Oddone, portatore di handicap e ciononostante invitato dal suo uomo a percorrere a piedi una ripida discesa ghiacciata di oltre un chilometro.





Erano certamente altri tempi quando suo padre, Giovanni Oddone, incurante del fuoco nemico, salvava un compagno cui una bomba aveva amputato entrambe le gambe durante il primo conflitto mondiale (ricevendo per questo una medaglia). Avrebbe potuto semplicemente mettersi in salvo e dire a quell’uomo “vada a piedi”!





Grazie per l’attenzione, Olga Mattioli


Olga Mattioli